In Italia i camion elettrici pagano oggi lo stesso pedaggio autostradale dei diesel Euro VI. Come funziona il pedaggio per classe, il rimborso pedaggi e la proposta europea di sconto fino al 2031.
In Germania un camion elettrico non paga pedaggio fino al 2031. In Italia, a oggi, un camion elettrico paga esattamente come un diesel Euro VI. È una delle differenze più rilevanti per chi valuta il passaggio all'elettrico su tratte italiane o internazionali, e capire come funziona il pedaggio autostradale italiano – e cosa si muove a livello europeo – aiuta a inquadrare correttamente il calcolo dei costi.
A differenza del sistema tedesco, basato su un obbligo di rilevazione satellitare valido su gran parte della rete stradale, in Italia il pedaggio autostradale è gestito in larga parte dalle società concessionarie della rete a pagamento – la maggiore delle quali è Autostrade per l'Italia – con pagamento al casello o, sempre più spesso, tramite dispositivi di telepedaggio come Telepass o tag equivalenti riconosciuti a livello europeo. I veicoli commerciali sono suddivisi in classi di pedaggio in base al numero di assi e all'altezza del mezzo: i veicoli pesanti a cinque o più assi rientrano nella classe più alta e pagano la tariffa più elevata, indipendentemente dal tipo di motorizzazione.
Qui sta la differenza principale con la Germania: allo stato attuale l'Italia non prevede né un'esenzione né una riduzione tariffaria strutturale specifica per i camion elettrici o a idrogeno rispetto a un diesel Euro VI di pari classe. Il pedaggio pagato al casello dipende dalla classe del veicolo (numero di assi e altezza), non dal tipo di alimentazione: un camion elettrico a cinque assi paga la stessa tariffa di classe di un diesel Euro VI a cinque assi sullo stesso tratto.
Esiste invece, a livello nazionale, una procedura periodica di rimborso parziale dei pedaggi autostradali per il trasporto merci, aggiornata di anno in anno con una dotazione di risorse pubbliche. Per l'edizione relativa ai pedaggi versati nel 2025, il rimborso è riservato ai veicoli di classe ambientale Euro V ed Euro VI oppure a trazione alternativa, tra cui l'elettrico, a condizione di aver sostenuto pedaggi per un importo minimo (nell'ordine di alcune centinaia di migliaia di euro, IVA esclusa) nell'anno di riferimento; la percentuale di rimborso varia in base alla classe ambientale e al volume di spesa, con una maggiorazione per le percorrenze notturne. Si tratta però di un incentivo generale rivolto a tutte le classi ambientali più recenti, non di un vantaggio dedicato esclusivamente ai veicoli a zero emissioni: un diesel Euro VI che rispetta le soglie di spesa può accedervi quanto un camion elettrico.
La direttiva europea sulla tariffazione stradale (la cosiddetta direttiva Eurovignette, più volte modificata) permette agli Stati membri di introdurre pedaggi differenziati in base alle emissioni di CO₂ e sconti per i veicoli a basse o zero emissioni. Nel 2026 la commissione Trasporti del Parlamento europeo ha approvato una proposta, presentata dal relatore Matteo Ricci, che prevede uno sconto fino al 75% sui pedaggi per i veicoli a basse emissioni fino al 30 giugno 2031; la proposta deve però ancora essere validata dal Parlamento europeo in seduta plenaria e dal Consiglio prima di diventare vincolante per gli Stati membri, Italia inclusa. Fino a quel momento resta una proposta, non una norma in vigore.
Alcuni concessionari autostradali italiani si sono mossi in autonomia prima di un obbligo europeo: la A35 Brebemi, ad esempio, applica già uno sconto del 30% sul pedaggio per i veicoli elettrici e a GNL. È un caso isolato tra le concessionarie italiane, ma mostra che una riduzione tariffaria per i mezzi a basse emissioni è tecnicamente possibile anche prima che diventi un obbligo di legge.
Chi opera prevalentemente su tratte italiane non può oggi contare, a differenza della Germania, su un risparmio di pedaggio come leva economica per l'elettrico: il vantaggio del camion elettrico va cercato altrove, principalmente nel costo dell'energia rispetto al gasolio e, dove applicabili, negli incentivi all'acquisto del veicolo. Chi opera anche in Germania o in altri Paesi con schemi di sconto (come l'Austria, dove la GO-Maut applica una tariffa nettamente più bassa ai veicoli a zero emissioni) deve invece considerare pedaggi diversi tratta per tratta nel proprio calcolo di costo totale di gestione.
Fino a un'eventuale entrata in vigore della proposta europea di sconto fino al 75%, il quadro italiano resta quello descritto sopra: pedaggio uguale per classe di veicolo, indipendentemente dall'alimentazione, e un rimborso pedaggi generale ma non dedicato all'elettrico. Chi pianifica un investimento pluriennale in una flotta elettrica dovrebbe monitorare l'iter della proposta europea e gli eventuali recepimenti nazionali, perché un'eventuale introduzione di uno sconto strutturale cambierebbe sensibilmente il calcolo di convenienza per le tratte italiane.
E se per il passaggio all'elettrico dovete cedere dei veicoli diesel: quanto valgono oggi lo mostra la valutazione gratuita di truckoo, basata su vendite reali; in seguito concessionari ed esportatori verificati provenienti da più di 35 Paesi presentano offerte vincolanti – vendere un veicolo commerciale con truckoo.
No. Al momento il pedaggio dipende dalla classe del veicolo (numero di assi e altezza), non dal tipo di motorizzazione: un camion elettrico paga la stessa tariffa di un diesel Euro VI nella stessa classe.
Esiste una procedura periodica di rimborso parziale dei pedaggi per il trasporto merci, aperta ai veicoli Euro V, Euro VI e a trazione alternativa (incluso l'elettrico) che superano una soglia minima di spesa annua; non è però un vantaggio esclusivo dei mezzi a zero emissioni.
È in discussione una proposta, approvata dalla commissione Trasporti del Parlamento europeo, per uno sconto fino al 75% sui pedaggi ai veicoli a basse emissioni fino al 30 giugno 2031; deve però ancora essere approvata dal Parlamento in plenaria e dal Consiglio prima di diventare vincolante per l'Italia.
Sì, isolate: la concessionaria A35 Brebemi applica già uno sconto del 30% sul pedaggio per i veicoli elettrici e a GNL, senza attendere un obbligo europeo.
Il vantaggio economico va valutato senza contare sul pedaggio come leva, guardando soprattutto al costo dell'energia rispetto al gasolio e agli eventuali incentivi all'acquisto; per chi opera anche in altri Paesi europei con sconti pedaggio, il calcolo complessivo può cambiare sensibilmente tratta per tratta.
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