L'Italia è oggi il mercato con il sostegno più basso tra i cinque grandi dell'Europa occidentale: il bando Investimenti Autotrasporto (XII edizione) versa 24.000 € per un camion elettrico oltre 7 t, fino a 25.000 € con rottamazione oltre 16 t, su una dotazione complessiva di soli 19 milioni; la finestra di prenotazione si è chiusa il 16 gennaio 2026 e la rendicontazione corre fino al 9 ottobre 2026. Per confronto: la Francia versa 107.000 € per trattore, il Regno Unito fino a 81.000 £. Il pedaggio autostradale non fa sconti ai veicoli a zero emissioni, e il rimborso delle accise rende il gasolio italiano più economico di quanto indichi il prezzo alla pompa. La svolta è annunciata per il 2027: il decreto in Gazzetta stanzia 590 milioni fino al 2031.
Il decreto MIT 203/2025, XII edizione del bando Investimenti Autotrasporto, riconosce 24.000 € per ogni veicolo elettrico oltre 7 t e fino a 25.000 € oltre le 16 t con rottamazione di un Euro 4 o precedente. La dotazione è di 19 milioni di euro in tutto (13 milioni da DM 203/2025 più 6 milioni da DL 73/2025) – sufficiente, in teoria, per meno di 800 veicoli su un parco di oltre 700.000 mezzi pesanti. Requisito: iscrizione al REN e all'Albo, codice ATECO 49.41, contratto successivo al 21 ottobre 2025.
Le date contano più dell'importo. La prenotazione delle risorse si è aperta il 17 dicembre 2025 alle 10:00 e chiusa il 16 gennaio 2026 alle 16:00, con assegnazione in ordine cronologico. Chi ha prenotato deve presentare la documentazione tra il 18 marzo e il 9 ottobre 2026. Chi non ha prenotato non entra: per un acquisto deciso oggi, il contributo di questa edizione non è disponibile.
Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale a dicembre 2025 stanzia 590 milioni di euro dal Fondo per la mobilità sostenibile per il rinnovo del parco veicolare: 100 milioni nel 2027, 100 nel 2028, 50 nel 2029, 150 nel 2030 e 190 nel 2031. Gli importi per singolo veicolo non sono ancora fissati dal decreto: le modalità operative – tipologie ammesse, intensità del contributo, tetti per impresa, finestre – sono rinviate a un successivo decreto attuativo del MIT di concerto con il MEF. Le bozze circolate in ambito associativo indicano 15.000 € fino a 7 t, 35.000 € da 7 a 16 t, fino a 70.000 € oltre 16 t e fino a 140.000 € per l'idrogeno, con un tetto annuo di 600.000 € per impresa elevabile a 900.000 € per investimenti a zero emissioni. Finché il decreto attuativo non esce, queste cifre restano indicative.
Conseguenza pratica per chi pianifica: un ordine con consegna nel 2027 può valere, in termini di contributo, tre volte un ordine consegnato oggi. Il calcolatore consente di inserire l'importo che si ritiene realistico (24 mila di default) e di vedere che cosa cambia.
È la differenza strutturale più pesante rispetto alla Germania. Un mezzo di classe 5 paga in Italia una tariffa unitaria di circa 18 centesimi al chilometro in pianura e fino a 21 in montagna, al netto dell'IVA, con un aumento medio dell'1,5 % dal 1° gennaio 2026. I concessionari non prevedono alcuno sconto per i veicoli a zero emissioni: l'elettrico paga esattamente quanto il diesel. Su 120.000 km l'anno con il 65 % di percorrenza a pedaggio si tratta di circa 14.800 € – identici per entrambe le trazioni.
In Germania lo stesso confronto produce un risparmio di circa 33.000 € l'anno, perché i veicoli a zero emissioni sono esenti dalla Maut fino a metà 2031. Chi porta un business case tedesco in Italia e non toglie questa voce sbaglia il conto di oltre 160.000 € su cinque anni.
Esiste invece la riduzione pedaggi dell'Albo per i veicoli Euro VI, fino al 13 % in funzione dei fatturati annui: un vantaggio che oggi premia la flotta diesel moderna, non quella elettrica.
Alla pompa il gasolio self costa circa 2,266 €/l (settembre 2026). Tolta l'IVA restano 1,857 €/l, e l'autotrasporto con veicoli oltre 7,5 t recupera trimestralmente circa 0,214 €/l di accisa: il costo reale scende a circa 1,64 €/l. È il valore che il calcolatore usa come default, ed è la ragione per cui il vantaggio energetico dell'elettrico in Italia è più contenuto che altrove. Il rimborso vale da solo circa 7.200 € l'anno su 120.000 km – denaro che il camion elettrico non riceve.
Con i parametri italiani di default – 120.000 km l'anno, 85 % di ricarica in deposito a 22 ct/kWh, gasolio 1,64 €/l, pedaggio uguale per entrambi – il diesel costa 0,90 €/km su cinque anni e l'elettrico 0,99 €/km. Il risparmio di gestione è reale, circa 24.900 € l'anno, ma il divario d'acquisto (206.000 € tra veicolo e infrastruttura, contributo già dedotto) viene recuperato solo dopo circa 7,9 anni. Le leve che accorciano davvero questo tempo sono due: il prezzo dell'energia in deposito e i chilometri annui. Con 14 ct/kWh la differenza annua sale a oltre 34.000 €. Tutte le voci sono modificabili nel calcolatore TCO.
DM MIT 203/2025 e DL 73/2025 (Investimenti Autotrasporto XII edizione); decreto 590 milioni pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dicembre 2025; MIMIT; Albo Nazionale Autotrasportatori (riduzione pedaggi Euro VI); tariffe pedaggio classe 5 dal 1° gennaio 2026; MIMIT/Fleet Magazine per il prezzo del gasolio, 17.09.2026. Situazione: settembre 2026.
Kurz und konkret beantwortet. Zahlen aus dem Elektro-Hub, Stand September 2026.
Antwort
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