Con i parametri italiani di default – 120.000 km l'anno, cinque anni di detenzione, gasolio 1,64 €/l dopo il rimborso delle accise, 85 % di ricarica in deposito a 22 ct/kWh, pedaggio identico per entrambe le trazioni e contributo di 24.000 € – il diesel costa 0,90 €/km e l'elettrico 0,99 €/km. In esercizio l'elettrico risparmia circa 24.900 € l'anno, ma deve recuperare 206.000 € di maggiore investimento: il pareggio arriva dopo circa 7,9 anni, oltre il ciclo di detenzione abituale. Due leve lo accorciano davvero: il prezzo dell'energia in deposito e i chilometri annui. Tutti i valori sono modificabili nel calcolatore.
Il calcolatore confronta un trattore da 40 t diesel e uno elettrico sull'intero periodo di detenzione: prezzo d'acquisto al netto del contributo, infrastruttura di ricarica, energia, pedaggio, manutenzione, assicurazione, bollo e valore residuo. Ogni voce è modificabile; i valori di partenza sono quelli del mercato italiano a settembre 2026.
Totale di gestione: 91.424 € il diesel, 66.485 € l'elettrico. Il vantaggio annuo dell'elettrico è di 24.939 €.
Trattore diesel 120.000 €, elettrico 300.000 € meno 24.000 € di contributo, più 50.000 € di infrastruttura di ricarica per veicolo senza alcuno sconto nazionale: 206.000 € di differenza. Divisi per il vantaggio annuo, e tenuto conto del valore residuo (30 % diesel, 22 % elettrico), il pareggio cade a circa 7,9 anni. Su cinque anni il costo cumulato è di 541.000 € per il diesel e 592.000 € per l'elettrico: 51.000 € di troppo.
Tre voci, tutte strutturali:
Quello che l'Italia non ha, però, non è definitivo: i 590 milioni stanziati per il 2027–2031 possono portare il contributo fino a 70.000 € per i mezzi oltre 16 t. Vedi gli incentivi in dettaglio.
È la leva più potente. A 22 ct/kWh il vantaggio annuo è di 24.900 €; a 14 ct/kWh – contratto a prezzo fisso o tariffa dinamica con gestione dei carichi – sale a oltre 34.000 €, e il pareggio si avvicina di circa due anni. Con fotovoltaico e accumulo si scende ancora. Ogni centesimo risparmiato per kWh vale circa 1.400 € l'anno per veicolo su 120.000 km.
Il divario d'acquisto è fisso, il vantaggio di gestione è proporzionale alla percorrenza. A 160.000 km l'anno la differenza annua passa da 24.900 a oltre 33.500 € e il pareggio scende sotto i sei anni. Per questo il camion elettrico in Italia conviene prima nei turni intensivi su tratte ripetitive, non nel mezzo che lavora 60.000 km l'anno.
Il pedaggio, finché non cambia la normativa. E il valore residuo: il mercato dell'usato elettrico pesante in Italia è ancora troppo sottile per assumere percentuali solide, ragione per cui il calcolatore parte da un prudente 22 %.
Navette tra stabilimento e magazzino, distribuzione regionale con rientro serale in deposito, tratte fisse ad alta percorrenza con energia propria: sono i casi in cui il conto italiano si chiude entro un ciclo di detenzione normale. Il lungo raggio variabile senza rientro in deposito, con ricarica pubblica a 39,9 ct/kWh, oggi no. Il profilo d'impiego aiuta a collocare la propria flotta in cinque minuti.
Prezzi gasolio MIMIT/Fleet Magazine 17.09.2026; rimborso accise autotrasporto; tariffe pedaggio classe 5 dal 1° gennaio 2026; prezzi di ricarica pubblica Milence Italia (0,399 €/kWh IVA esclusa); DM MIT 203/2025 per il contributo; dati di consumo dei costruttori (Daimler Truck, MAN, Volvo, Iveco, Renault Trucks). Situazione: settembre 2026.
Kurz und konkret beantwortet. Zahlen aus dem Elektro-Hub, Stand September 2026.
Antwort
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